I sogni non sempre vanno come desideri ma solo se fai qualcosa si possono trasformare in realtà.
Quando l’ombra delle nostre esperienze negative prende il sopravvento raramente riusciamo a sentirci vivi. Utilizziamo le nostre energie per lottare contro le paure e difficilmente le indirizziamo per realizzare i nostri sogni. La nostra ambizione più grande diventa quindi tenere a bada le negatività, in pratica: sopravviviamo.
Saroo ribalta questo paradigma ponendo al centro della sua vita un bellissimo ricordo. È proprio questo a sostenerlo attraverso i migliaia di chilometri percorsi nei primi 27 anni della sua vita. Un ricordo indelebile che viaggia nei posti più remoti del mondo, passando dalla remota India fino a alla più moderna Australia. Cambiano gli scenari, i compagni di vita, lo status sociale ma rimane imperturbabile il suo desiderio più grande: riabbracciare sua madre.
Ai nostri occhi e probabilmente anche a quelli di Saroo sarebbe potuto sembrare irriverente, soprattutto nei confronti di chi gli aveva aperto il cuore dandogli un’opportunità, ricercare ostinatamente delle risposte nel suo passato.
Quel desiderio pulsante nacque a Calcutta quando realizzò definitivamente il suo distacco dalla madre e divenne irrefrenabile a Melbourne a contatto con dei suoi amici indiani.
Due città molto significative anche per me. Melbourne mi ha dato l’opportunità di esordire nel mondo del tennis, e Calcutta mi ha dato l’opportunità di sentire il mio cuore. Sembra quasi un crossover di esperienze, naturalmente non comparabili, ma che mi hanno fatto riflettere su quanto piatta possa essere la rappresentazione mentale della nostra vita. La mente matematica ha sempre tenuto in considerazione l’assioma secondo cui per due punti può passare solo e soltanto una retta, ma evidentemente a livello emotivo non è così.
Una singola linea nel cuore umano può avere significati e dimensioni totalmente differenti. Una di queste solca raramente nel mio cuore, spesso e volentieri la mia vita piena di impegni di questo sottile sentimento a cavallo tra compassione e felicità: la gratitudine. La conobbi negli occhi dei bimbi indiani, l’ho rivista in Saroo quando finalmente ha riabbracciato sua madre.
Bibliografia e riferimenti
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